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Salute | 29 novembre 2022, 15:41

Castellanza, medici in pensione: una raccolta firme per l’immediata sostituzione

Entro fine anno un castellanzese su due sarà privo di un medico di medicina generale. «La Regione deve dare delle risposte immediate e risolutive, la situazione sta diventando insostenibile» spiegano i rappresentanti del Pd promotori dell’iniziativa

Castellanza, medici in pensione: una raccolta firme per l’immediata sostituzione

La grossa problematica della mancata sostituzione dei medici di medicina generale prossimi al pensionamento sta colpendo in particolar modo la città di Castellanza, che entro fine anno vedrà dimezzarsi il numero di medici di base che operano sul territorio. A causa di questi ultimi pensionamenti, diverse migliaia di castellanzesi rimarranno senza un medico di riferimento; questo ha portato anche l’amministrazione a decidere di scendere in campo per cercare di trovare una soluzione tempestiva al problema.

Soluzione che pare non essere emersa dagli ultimi colloqui con Asst, fatto che ha spinto la locale sezione del Pd a interpellare direttamente i cittadini invitandoli a far sentire la propria voce.

«Avendo constatato – spiegano il segretario Alberto Dell’Acqua e la consigliera Anna Maria Colombo – che anche i tentativi dell’amministrazione comunale per trovare una soluzione a questo cataclisma sociale non hanno trovato interlocutori nelle aziende sanitarie territoriali pronte ad affrontare la situazione, abbiamo deciso come Circolo Pd di Castellanza di promuovere una raccolta firme sul territorio della nostra città.

È un atto necessario per vedere garantito il diritto costituzionale all'assistenza medica, soprattutto per coloro che versano in condizioni di fragilità cronica, perché quello che sta accadendo è vergognoso».

Ai castellanzesi, dunque, nei prossimi giorni sarà chiesto di firmare per chiedere a gran voce la pronta e tempestiva sostituzione dei medici di medicina generale che lasciano la professione per sopraggiunti limiti d’età e per fare in modo che si prendano le decisioni necessarie affinché questo problema non si riproponga in futuro.

«La carenza dei medici di base sta diventando insostenibile – proseguono i rappresentanti del Pd castellanzese – soprattutto quando si pensa al senso di angoscia suscitato dall’improvvisa perdita di un punto di riferimento stabile, di disabili e malati cronici, anziani e non, e delle loro famiglie.

I responsabili della Sanità locale avrebbero dovuto sentire il dovere professionale e morale di fare in modo che i medici pensionandi avvertissero per tempo almeno queste categorie, in modo da consentire loro un cambio medico in tempi anticipati, prima che la situazione precipitasse. Nella sola Castellanza, le persone senza la copertura medica necessaria saranno circa 7.000 entro la fine di questo anno».

Un numero decisamente esorbitante se si considera che la popolazione castellanzese conta poco più di 14mila persone; quasi un castellanzese su due dal primo gennaio rimarrà privo di un medico di base, con scarse, se non nulle, prospettive di poter trovare un sostituto in tempi ragionevoli.

Un problema che, come tutti sappiamo, si è già presentato in altri paesi del territorio, ma mai con proporzioni così ampie e drammatiche.

«Al problema della carenza dei medici la Regione deve dare delle risposte immediate e risolutive – sottolineano Dell’Acqua e Colombo – perché l'ambulatorio temporaneo USCA istituito in via Roma non può e non deve essere la soluzione di tutto.

Inoltre il servizio CUP, organizzato dall'amministrazione, sta scoppiando per le massicce richieste alle quali il personale addetto e la volontaria non sono in grado di dare risposte immediate, data la mole di lavoro».

A rimarcare le ragioni degli esponenti del Pd castellanzese è anche il consigliere regionale Samuele Astuti, che rimarca come l’origine di questa incresciosa situazione sia da ritrovare all’interno delle politiche errate perseguite dalla Regione negli ultimi anni.

«È vero che la carenza di personale sanitario è un problema nazionale – conclude Astuti – ma in Lombardia la situazione è più grave.

Il centro-destra lombardo non ci ha mai dato ascolto sul potenziamento della medicina territoriale; negli ultimi 5 anni abbiamo proposto di stanziare fondi destinati a borse di studio per i giovani studenti di medicina, puntualmente bocciati dalla maggioranza.

La proposta che avanziamo oggi per arginare il problema delle carenze nel personale sanitario è che siano le ASST ad occuparsi direttamente delle assunzioni, avendo più dimestichezza con le esigenze territoriali».

Loretta Girola

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