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Sociale | 30 novembre 2022, 07:00

Il presepe che ridà speranza ai detenuti e sorrisi ai loro bambini: «Il Bambinello sia l'antidoto al virus della disperazione»

Ha preso forma e colore l'amicizia di alcune persone nel carcere di Busto con i presepisti di Marnate. Una Natività realizzata e portata nella sala colloqui

Il presepe che ridà speranza ai detenuti e sorrisi ai loro bambini: «Il Bambinello sia l'antidoto al virus della disperazione»

Il presepe che unisce, che ridà speranza ai detenuti e sorrisi ai loro bimbi. Il Natale porta forma e colore, con dentro un significato importante al carcere di Busto Arsizio. È il cappellano don David Maria Riboldi a raccontare «la condivisione del termine di un percorso creativo, avviato dal Gruppo Presepi Marnate con alcune persone, ristrette nella Casa circondariale di Busto Arsizio».

Qual è stata la scintilla? «Il progetto è nato su impulso del sottoscritto - spiega don David - cosa vi può essere di più profetico, per vite spente dall'arresto, del poter contemplare la vita nascente di Gesù Bambino? Ho trovato la pronta disponibilità dei presepisti di Marnate a condividere la loro passione e il loro know how; ho trovato la professionalità degli operatori dell'Area Trattamentale, con cui è sempre più piacevole co-progettare percorsi formativi per le persone detenute; ho trovato una voglia dilagante di relazioni buone, vero argine al male. Sento tanta gratitudine dentro: il Signore è grande».

Allora ecco le dieci tappe, un cammino fortemente condiviso. «Il percorso si è strutturato in 10 sabati mattina, in cui i presepisti marnatesi sono entrati, a titolo gratuito, per condividere anzitutto il loro tempo e la propria umanità, con il gruppo scelto dagli educatori del penitenziario - racconta ancora il cappellano - L'ultima mattina è entrato anche il loro parroco, don Alberto Dell'Acqua, presente nella foto qui sopra, per la preghiera conclusiva e la consegna degli attestati».

A questo punto, all'opera: «Si è realizzato un presepe, partendo da zero- spiega - polistirolo, colori, fantasia. Ne è uscita l'opera che potete ammirare nella foto qui sopra e in quelle allegate, cui accedere cliccando sotto. Domenica scorsa,  il gruppo è stato autorizzato dalla Direzione a presenziare alla messa in carcere: abbiamo benedetto il Presepe e siamo andati a collocarlo nella sala colloqui, dove giungono i familiari e i bimbi delle persone recluse. Il desiderio di regalare un po' di "Natale" a quanti varcano i cancelli, per andare a trovare i propri cari nell'istituto di pena».

L'amicizia continua con i suoi piccoli riti e adesso si sposta da Busto Arsizio alla Valle Olona: «Sabato 3 dicembre sono stato invitato dal Parroco e dal gruppo a "rendere il piacere": celebrerò la S. Messa delle 18.30 a Marnate, cui seguirà l'inaugurazione della 21a Mostra Presepi. Alle 21.00, in comune, l'evento "Chi è senza peccato": un incontro a più voci sul carcere. 

Momenti importanti e don David ricorda a maggior ragione perché: «Mai come in quest'anno, l'annus horribilis delle carceri italiane, devastate dalla morte volontaria, c'è bisogno della profezia della vita nascente di Gesù Bambino. Che sia fonte di speranza, di evasione dall'isolamento interiore cui tanti - più di 80 - hanno ceduto nei nostri penitenziari, dall'inizio del 2022. Il Bambinello sia l'antidoto al virus della disperazione che sembra contagiare, incontrastato, gli animi più fragili, dietro le sbarre». 

Marilena Lualdi

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