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Ciclismo | 02 dicembre 2022, 09:32

Il pianto di un ciclista amatoriale, tifoso e amico di Rebellin: «Quel cappellino che mi regalò alla Tre Valli nel 1997 per me valeva oro»

Giacomo Pedroni è un appassionato delle due ruote, originario di Besozzo ma che oggi vive negli Stati Uniti: «Gli scrissi un messaggio su Facebook per i suoi 50 anni, mi rispose con un "grazie", parola semplice e rara oggi. Porterò nel cuore i brevi momenti passati insieme, la sua allegria, la sua gentilezza. Riposa in pace "fratello" ciclista»

Davide Rebellin e Giacomo Pedroni al Giro d'Italia del 1999

Davide Rebellin e Giacomo Pedroni al Giro d'Italia del 1999

Un ricordo sentito, emozionante, che dice tanto dell'uomo Davide Rebellin, campione prima nella vita che sui pedali sui quali ha purtroppo trovato la morte due giorni fa  in un tragico incidente stradale, investito da un camion mentre si allenava. 

Il ricordo arriva "da lontano", dagli Stati Uniti, dove Giacomo Pedroni, ciclista amatoriale originario di Besozzo, vive e lavora da qualche anno. Giacomo era, anzi è, perché certi sentimenti non svaniscono nemmeno davanti alla morte, un grande tifoso e amico di Rebellin. 

Pubblichiamo integralmente il post su Facebook firmato da Giacomo Pedroni. Parole in cui c'è tutto: il sudore e la fatica di corre in bici, l'amicizia, la riconoscenza, la gentilezza, il cuore. 

«Soltanto adesso, il giorno dopo la disgrazia, trovo la forza di ricordare l'amico Davide Rebellin - le parole di Giacomo - Questa foto insieme risale al Giro d'italia 1999, ultima tappa a Milano, il giorno dopo Madonna di Campiglio.

La prima volta che ho incontrato Davide è stato alla Tre Valli Varesine del 1997. Ero un ragazzino che amava andare in bici ma, come si dice, non era il mio mestiere, lui correva per la FDJ insieme a Mauro Giannetti, altro corridore per cui tifavo. Non c'erano internet, le chat, i social e i selfie, solo le belle emozioni degli incontri di persona. Mi regalò il cappellino, un gesto semplice che per me valeva oro. Ci siamo rivisti a Milano e abbiamo fatto questa foto che conservo nel mio album personale.

Lo seguivo in televisione, lui affermato campione e io più che modesto corridore nelle serie minori ma entrambi accomunati dalla fatica in bici e dai pericoli a cui purtroppo si è esposti quando si pedala fra auto e camion.

Un anno fa, qui su Facebook, gli scrissi gli auguri per i suoi 50 anni. Rispose "grazie". Una parola semplice ma purtroppo rara in questo mondo fatto di egoismo e arrivismo.

Poi ieri accendo il telefono nella pausa del lavoro e leggo la notizia della sua morte. Mi blocco col telefono in mano, non riesco a dire nulla, nemmeno a piangere. Il vociare di colleghi e clienti mi sembrava lontano chilometri. Non ci volevo credere, era un amico che se n'era andato nel modo più tragico.

Porterò nel cuore i brevi momenti passati insieme, la sua allegria, la sua gentilezza. Che il Signore ti abbia in gloria "fratello" ciclista Davide Rebellin. Riposa in pace»

 

Giacomo Pedroni 

M. Fon.

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