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Valle Olona | 07 dicembre 2022, 09:16

Castellanza senza medici, è partita la raccolta firme

In città, e da diversi fronti, si sollecita una soluzione

Castellanza senza medici, è partita la raccolta firme

Come comunicato qualche giorno fa è partita ufficialmente la raccolta firme promossa dal Pd castellanzese per chiedere la pronta e tempestiva sostituzione dei medici di medicina generale che sono andati o stanno per andare in pensione.

«È un problema che si sta facendo sempre più sentito in tutta la Regione, ma che a Castellanza sta assumendo proporzioni drammatiche – spiega il Segretario del Pd Alberto Dell’Acqua – sappiamo bene tutti che a partire dal prossimo anno un castellanzese su due rimarrà senza un medico di riferimento, e per questo, come avevamo già annunciato qualche giorno fa, abbiamo promosso una raccolta firme per permettere alle persone di far sentire la propria voce».

Chi volesse aderire all’iniziativa per il momento potrà trovare i moduli all’interno delle sedi castellanzesi di Cgil e Cisl, in cui ci si potrà recare durante i consueti orari di apertura; la raccolta firme sarà inoltre presente durante tutte le iniziative organizzate nei prossimi mesi dal Partito Democratico.

«durante la campagna elettorale sarà possibile firmare presso i nostri banchi o gazebo – prosegue Dell’Acqua – e per qualunque informazione sulla raccolta firme è possibile scrivere una mail all’indirizzo della sede castellanzese del Pd».

Un problema, quello del pensionamento di ben cinque dei dieci medici di medicina generale che operano sul territorio di Castellanza, che non preoccupa solo gli esponenti del Pd cittadino, ma anche l’amministrazione, che nelle scorse settimane ha più volte sollecitato gli organi competenti perché si possa trovare una soluzione per garantire l’assistenza medica a tutti i cittadini.

A questo proposito anche il consigliere Luigi Maggioni, che per diversi decenni ha esercitato proprio la professione di medico di base a Castellanza, ha voluto esprimere alcune riflessioni.

«In un momento di particolare preoccupazione per l'abbandono di molti medici di base che operano nell'ambito del nostro territorio comunale – sottolinea il dottor Maggioni – io medico di famiglia ormai in pensione, con grande rammarico constato che sempre più rapidamente il mondo della sanità in cui sono nato professionalmente quaranta anni fa sta inesorabilmente declinando a causa di molteplici ragioni politiche, amministrative e gestionali».

Dopo alcune considerazioni su come le cause di questo declino vengano da lontano, e vadano ricercate addirittura nella riforma che nel 1980 istituiva il Sistema Sanitario Nazionale, che al suo interno conteneva errori di indirizzo strategico, il consigliere Maggioni prosegue spiegando come numerosi altri sbagli di programmazione e di gestione si siano sommati per creare la situazione che oggi è sotto gli occhi di tutti.

«Si sta determinando sempre più una crisi fondamentale di sistema – puntualizza Luigi Maggioni – stiamo arrivando rapidamente a un limite di rottura nell'equilibrio tra medicina ospedaliera ed extraospedaliera la quale quest'ultima sta progressivamente e letteralmente scomparendo.

La crisi della medicina territoriale è dovuta a cause molteplici che portano ad un progressivo abbandono degli operatori medici che demotivati, poco gratificati, appesantiti da un eccessivo carico burocratico lasciano appena possibile il proprio incarico di lavoro.

A un grave errore di programmazione nel fabbisogno del personale medico sul territorio si è aggiunta da parte dell'amministrazione sanitaria l'incapacità di comprendere appieno le vere priorità professionali del medico di base, che non può, né deve, svolgere incarichi solo burocratici.

Manca poi un fattivo dialogo e integrazione tra medicina ospedaliera e medicina territoriale e tra questa e i rispettivi organi amministrativi di gestione, controllo e indirizzo».

Una soluzione a questa situazione, secondo il dottor Maggioni, può essere trovata grazie a una radicale e rapida riforma della medicina territoriale con l'istituzione delle Case della Comunità, a patto che però vengano fornite di adeguate finanziarie, sufficiente personale medico e paramedico e strutture congrue.

«Auspico – conclude il dottor Luigi Maggioni – che la politica nel suo complesso si renda conto della gravità in cui si trova il Sistema Sanitario Nazionale soprattutto nella sua espressione territoriale e che i problemi legati alla gestione della medicina di base sul nostro territorio comunale vengano affrontati adeguatamente dalle autorità preposte, e che queste mie parole possano stimolare una risposta rapida e concreta da parte di tutti gli attori che agiscono nell'importante mondo della Sanità pubblica».

Loretta Girola

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