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Gallarate | 14 gennaio 2023, 15:17

Riunire la commissione Sanità: lo chiede il centrosinistra di Gallarate

Preoccupazioni per l’accessibilità del futuro ospedale a Beata Giuliana e per la dismissione di punto nascite e ambulatori al Sant’Antonio Abate. Appello alla maggioranza

Da sinistra, i consiglieri comunali di Gallarate Carmelo Lauricella, Michele Bisaccia, Anna Zambon, Margherita Silvestrini e Giovanni Pignataro

Da sinistra, i consiglieri comunali di Gallarate Carmelo Lauricella, Michele Bisaccia, Anna Zambon, Margherita Silvestrini e Giovanni Pignataro

Ci sono preoccupazioni, da parte del centrosinistra gallaratese (Pd, Città è vita, gruppo Margherita Silvestrini sindaco), sul futuro a lungo termine e nel breve periodo per la sanità del territorio. Il primo fronte è articolato, ma il tema posto all’attenzione della stampa oggi, 14 gennaio, in largo Boito, davanti all’ingresso di quello che a Gallarate si chiama “ospedale vecchio”, è, in particolare, l’accessibilità del futuro nosocomio Busto/Gallarate, da parte di operatori e utenza.

«I posti auto del futuro ospedale unico – fa presente Giovanni Pignataro, Pd – sono passati da quasi 2.700 a 1.100. La Vas presenta uno scenario cautelativo, quello dei 2.700, che sottintende flussi di auto definiti insostenibili. E si pensi al passaggio dei mezzi di soccorso. Si ipotizza un raddoppio del Sempione, da due a quattro corsie, fra la rotatoria di via Adige, Gallarate, e Cascina dei Poveri, Busto . Fattibile? Con tutte le realtà private che si affacciano sull’arteria? Con le intersezioni con ferrovia e 336?».

Pignataro definisce il secondo scenario, quello tendenziale, “lunare”: «Un ridimensionamento così drastico dei posti auto significa pensare che l’ospedale sia raggiunto, in grossa percentuale, a piedi, in bicicletta, con il Trasporto pubblico locale. Ma un ospedale non è uno stadio, chi ne ha bisogno ci va in auto, mica si mette in bici». E l’ipotesi di un prolungamento di via Filzi, evocata dal sindaco di Gallarate, Andrea Cassani? Stando alla documentazione «…non è contemplata». Prospettive convincenti, dunque, per il centrosinistra non ce ne sono.

La seconda fonte di preoccupazione è più imminente e concentrata sul Sant’Antonio Abate. Margherita Silvestrini: «Il ridimensionamento della cardiologia a Gallarate è solo l’ultima tegola. Fonti autorevoli ci danno per certa la chiusura del punto nascite e, prima ancora, quella di servizi ambulatoriali. Bisognerebbe aumentare i servizi territoriali, non diminuirli. Veniamo a sapere di cittadini che, per disaffezione e carenza di personale, sono costretti a migrare verso sedi distanti. Anche pazienti cronici». «Sul punto nascite – commenta Pignataro – speriamo di essere smentiti». «Non si vedono – rincara Michele Bisaccia, del gruppo Margherita Silvestrini sindaco – tentativi di trattenere i medici a Busto e Gallarate. O c’è una progettualità carente o c’è un tentativo di spingere verso la sanità privata».

Chiusura di Pignataro: «Penso che questi timori siano condivisi anche dalla maggioranza. E allora poniamo le questioni insieme, c’è una commissione sanità in cui confrontarsi». Per quanto riguarda la Vas, i tempi sono stretti: è possibile presentare osservazioni fino al 4 febbraio.

Stefano Tosi

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