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Gallarate | 15 gennaio 2023, 19:30

“Samarate per l’Ucraina”, il sindaco Puricelli: «I samaratesi sono stati grandiosi»

Si è tenuto oggi l’evento a cui hanno partecipato la diverse associazioni che sono state in prima linea durante l’emergenza della guerra. Ma non solo, anche le testimonianze dei cittadini che hanno dato ospitalità e della Croce Rossa di Busto Arsizio e Gallarate. Simona Sangalli: «Sono stati periodi difficili, ma quello che è stato fatto rimane»

“Samarate per l’Ucraina”, il sindaco Puricelli: «I samaratesi sono stati grandiosi»

Un pomeriggio dedicato alla cittadinanza samaratese, che si è messa da subito in prima linea per l’accoglienza del popolo ucraino, con un evento intitolato “Samarate per l’Ucraina”. Tante testimonianze delle famiglie che hanno deciso di ospitare, l’esperienza della Croce Rossa di Busto Arsizio e Gallarate che è andata in prima linea con l’associazione “Noi con Voi” per recuperare gli ucraini al confine e le altre associazioni che danno supporto.

«I samaratesi sono stati grandiosi – Ha introdotto il sindaco Enrico Puricelli -, con la pandemia e poi con l’accoglienza del popolo ucraino. Ringrazio tutti, ma soprattutto le famiglie, sono state 30 quelle che hanno accolto il popolo ucraino».

Poi il ricordo di quei giorni: «Mi sono rimaste impresse due cose: la prima è la sera che sono arrivati con i pullman, la seconda è la paura durante il loro viaggio, facevo spesso videochiamate».

Presente anche la consigliera regionale Francesca Brianza, che ha sottolineato il senso di comunità che c’è a Samarate: «Sono stati anni difficili in Lombardia, ma ho scoperto una cosa meravigliosa: il cuore grande che c’è. A Samarate avete fatto trasparire il senso di comunità: qui c’è stata tutta una comunità che ha risposto. Questo vuol dire sentirsi parte di qualcosa. Questo fa grande Samarate, scalda il cuore. Sono tanti piccoli elementi che fanno qualcosa di grande».

L’assessore ai servizi Famiglia e Assistenza Sociale, nonché vicesindaco, Nicoletta Simona Alampi che ha voluto porre l’accento su quanto fatto dall’associazione “Noi con Voi”: «Tutto questo non sarebbe stato possibile senza di loro, noi come amministrazione abbiamo procedure molto lente, ma c’era bisogno subito e loro sono partiti, forse con incoscienza».

Il presidente dell’associazione, Alfonso Sapia, ha raccontato quello che fanno: «Prima della guerra eravamo una piccola realtà che svolgeva attività con i bambini di Chernobyl». Poi è arrivato il 24 febbraio: «Avevamo l’obbligo di dare una mano. Ci siamo attivati e siamo partiti per il primo viaggio il 5 marzo».

«Abbiamo gestito circa 300 persone, ovviamente qualche problema c’è stato: il modo di vivere è diverso – ha continuato a raccontare Alfonso -. Tanti sono tornati in Ucraina sperando di trovare una situazione diversa, ma così non è stato. Noi cerchiamo di aiutarli ancora con i carichi umanitari».

Simona Sangalli, presidente della Croce Rossa di Busto Arsizio raccontando la missione in Ucraina ha detto: «Sono stati periodi difficili, ma quello che è stato fatto rimane. Rimane la gioia che in alcuni momenti avete dato a queste persone».

L’Istituto Comprensivo di Samarate: «Ha accolto una decina bambini ucraini da febbraio», come raccontato da Simona Mariani.

Ma anche tantissime testimonianze di famiglie che hanno e stanno ospitando. Qualcuno racconta: «Mi ritengo un privilegiato per l’esperienza che posso fare: ho trovato un’altra famiglia. Vorrei che trovassero casa a 50 metri dalla mia». Qualcun altro, invece, ha un’idea diversa: «Ho una casa grande, ho ospitato una donna con due figli. Poi ho conosciuto la Cooperativa Intrecci che li sta aiutando: oggi vivono a Induno Olona e io pian piano ho cercato di staccarmi perché devono fare la loro vita».

Ma c’è anche chi aveva già una bambina ucraina da 6 anni in casa e ha ricevuto un messaggio: «Con scritto “Ci stanno bombardando, pregate per noi” – e di seguito un altro – “Se mi succede qualcosa prendetevi cura di lei» dalla famiglia della bimba e per dare una mano a settembre sono riusciti a portare qui anche la sorella.

Michela Scandroglio

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