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Busto Arsizio | 24 gennaio 2023, 12:49

Multe ai disabili in via Roma, a Busto riesplode la protesta di Porfidio: «Ingiuste»

Sanzioni per non aver comunicato il transito nella Ztl: l’ex consigliere comunale, protagonista di una lunga battaglia su questa vicenda, si rifà alla sentenza della Cassazione che gli diede ragione. L’assessore: «Entro venti giorni è possibile annullare le multe d’ufficio»

Multe ai disabili in via Roma, a Busto riesplode la protesta di Porfidio: «Ingiuste»

Qualcuno ricorderà la protesta, anzi la vera e propria crociata, di Audio Porfidio contro le multe inflitte ai possessori del contrassegno disabili transitati nella Ztl di via Roma a Busto Arsizio senza darne comunicazione.
Ebbene, la storia si ripete. E l’ex consigliere comunale, trasferitosi da qualche tempo a Stanghella, nel padovano, è furioso.

La vicenda, in questo caso, riguarda la figlia. «Ha ricevuto due multe pur essendo provvista del regolare contrassegno rilasciato dal Comune di Busto Arsizio, dove lei risiede, correttamente esposto», racconta.
Questo perché è necessario dare comunicazione del proprio passaggio.

Ma Porfidio – che in passato ricevette una pioggia di multe, ben 21 – non ci sta e richiama una sentenza della Corte di Cassazione del 2017 arrivata dopo anni di proteste e manifestazioni.
La sentenza stabiliva che l’obbligo di comunicazione entro le 48 ore non poteva rendere illegittimo l’accesso da parte di chi ne ha diritto.

Oggi, per la precisione, come si legge sul cartello all’imbocco della zona a traffico limitato, è necessario dare preventiva comunicazione tramite mail o chiamando il numero verde.

«Giro dappertutto col mio “pass” per persone con disabilità – afferma Porfidio – e non ho mai ricevuto una multa per essere entrato in una Ztl. E di certo non ho fatto nessuna telefonata. Pensiamo a chi viene da fuori città e non sa che in via Roma ci sono queste complicazioni».

Sul tema, l’ex consigliere comunale de La Voce della Città condusse una vera e propria battaglia, organizzando una “marcia” fino a Palazzo Gilardoni con gli automobilisti a loro volta multati per lo stesso motivo.

Poi, a distanza di alcuni anni, è arrivata la sentenza che sembrava aver posto fine alla querelle. Così non è, e Porfidio è di nuovo pronto a farsi sentire: «Per me si tratta di un sopruso ai danni dei disabili. Tornerò a Busto non certo perché in questo caso c’è di mezzo mia figlia, ma per difendere i diritti dei cittadini». L’ex consigliere di opposizione ha già avuto modo di far sentire le proprie ragioni all’assessore alla Mobilità Salvatore Loschiavo. Il quale spiega che la comunicazione preventiva è necessaria perché tramite le telecamere «viene letta la targa, non viene fatta una fotografia al parabrezza, cosa vietata dalla legge per motivi di privacy. Sul cartello sono riportati mail e numero gratuito a cui dare comunicazione».

Ma c’è una strada ulteriore: «Entro i venti giorni successivi alla multa, c’è la possibilità di annullarla d’ufficio inviando via mail il contrassegno o rivolgendosi di persona al comando», spiega l’assessore. Ma Porfidio, rifacendosi alla sentenza, non vuole sentire ragioni: «Sono pronto a chiamare Striscia la Notizia», dice.

Riccardo Canetta

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