A COLLOQUIO COL SEGRETARIO CITTADINO DEL CARROCCIO FRANCESCO SPERONI
“Referendum: voterei ‘no’ per cacciare Di Maio. A Busto vorrei un sindaco leghista”

“Non è scontata la ricandidatura di Antonelli, soprattutto dopo l’adesione a Fratelli d’Italia. Le primarie del 2016? Un errore”

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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Con l’inizio di settembre si apre la nuova stagione politica, tra importanti appuntamenti ormai in vista (a partire dal referendum costituzionale in programma il 20 e 21 settembre, insieme alle elezioni regionali e amministrative) e più lontani, come le votazioni che il prossimo anno interesseranno anche Busto Arsizio.
Ne parliamo con Francesco Speroni, segretario cittadino della Lega, già ministro ed europarlamentare.

Tra venti giorni si terrà il referendum costituzionale. Lei è stato senatore, come voterà?
“La riduzione del numero dei parlamentari potrebbe essere giusta, se però accompagnata da qualcos’altro. Altri Paesi hanno Parlamenti meno consistenti del nostro, ma allo stesso tempo molti poteri sono di competenza degli stati o delle regioni. Questo referendum mi sembra semplicemente una questione di antipolitica. In Italia ci sono troppi politici? Non è vero, né a livello nazionale né locale. Basti pensare che il Comune di Lugano ha 50 consiglieri, mentre la più popolosa Busto ne ha la metà.
Sono tentato di dire ‘no’ per mandare a casa Di Maio, come avvenne con Renzi con il precedente referendum. In ogni caso attendo indicazioni”.

Salvini ha detto di aver sempre votato “sì” e che continuerà a farlo.
“Anche io in passato ho fatto lo stesso e ho anche avanzato delle proposte in questo senso che però contenevano anche altro, al di là della sola riduzione del numero dei parlamentari”.

Con la vittoria del “sì” i territori perderanno rappresentanza?
“Sì, ma già adesso la perdono, perché i parlamentari possono venire eletti da territori con cui non hanno legami. Bisognerebbe seguire l’esempio della Svizzera o degli Stati Uniti, dove solo i candidati possono essere eletti solo dal territorio dove risiedono. Se non abiti a Lugano, non puoi fare il consigliere comunale a Lugano. I ‘paracadutati’ non mi sono mai piaciuti, anche se ne abbiamo avuti anche noi. Insomma la rappresentanza già non c’è – basti pensare alla Boschi eletta nel collegio di Bolzano – e la riduzione dei posti accentuerebbe il problema”.

Veniamo alle elezioni di Busto del prossimo anno. Come vi state muovendo?
“Manca ancora qualche mese, ma dobbiamo prepararci. Come leghista, dopo 15 anni auspico di avere un sindaco della Lega. Non è facile, primo perché c’è un sindaco uscente che può ricandidarsi, secondo perché si andrà in coalizione e quindi bisognerà sentire anche gli altri. Ma se Salvini ha detto che a Varese deciderà la Lega di Varese, credo che possa succedere lo stesso a Busto”.

Quindi non è scontato un Antonelli bis?
“No, non è scontato. Non per demeriti, ma per un discorso di partito. Al di là del fatto che non conosco le ambizioni dell’attuale sindaco. In ogni caso, se l’altra volta si era presentato come ‘extra partes’, oggi la sua adesione a un partito presumibilmente non più grande della Lega (Fratelli d’Italia, ndr) gioca a suo sfavore”.

Ma in un’ottica di spartizione tra alleati del territorio…
“Non c’è nessuna spartizione. Salvini ha detto che per Varese si decide a Varese e a Busto sarà lo stesso”.

Quindi in sezione avrete già pensato a qualche nome.
“Non girano nomi, anche perché altrimenti verrebbero bruciati. E poi bisognerà vedere se le scelte saranno prese dalla Lega Nord o dalla Lega per Salvini Premier. Per ora, di quest’ultima sono stati nominati solo i referenti (e quindi a Busto ne faccio parte solo io), e al momento non è ancora operativa. Non so cosa accadrà con la presentazione delle liste”.

Quattro anni fa il candidato venne scelto con le primarie, una novità assoluta per il centrodestra.
“Fu uno sbaglio, l’ho sempre detto e mi sono sempre opposto. Penso che resterà un caso isolato”.

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