NTT Srl
Una tecnologia “rivoluzionaria”, persino… troppo (visti i tempi)

FAGNANO OLONA – Innovare per crescere. Una formula semplice (si fa per dire) e mille volte ripetuta. Eppure una formula che non sempre dà i risultati sperati. Lo sanno bene alla NTT SRL (New Tech Targets) di Fagnano Olona, dove due “giovani imprenditori”, Mario Borri (73 anni) e Adriano Moioli (68 anni), sempre disporsi a mettersi in gioco e alla perenne ricerca di soluzioni nuove, hanno inventato una tecnologia rivoluzionaria nella nicchia specifica della spalmatura.

Luciano Landoni

Fagnano Olona

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FAGNANO OLONA – Innovare per crescere. Una formula semplice (si fa per dire) e mille volte ripetuta. Eppure una formula che non sempre dà i risultati sperati.
Lo sanno bene alla NTT SRL (New Tech Targets) di Fagnano Olona, dove due “giovani imprenditori”, Mario Borri (73 anni) e Adriano Moioli (68 anni), sempre disporsi a mettersi in gioco e alla perenne ricerca di soluzioni  nuove, hanno inventato una tecnologia rivoluzionaria nella nicchia specifica della spalmatura.
 
“In pratica, i nostri impianti sono in grado di realizzare la finta pelle, i tessuti non tessuti per gli arredamenti, le membrane in poliuretano con componenti metalliche sostitutive del piombo per la protezione dai raggi X, senza utilizzare i solventi” spiega l’Ingegner Borri.
“Essere riusciti ad eliminare del tutto i solventi chimici – prosegue – ci colloca al top della classifica della cosiddetta green economy. La nostra tecnologia rivoluzionaria fa diminuire del 70% il consumo di energia elettrica, dimezza i costi di gestione e ha un impatto ambientale uguale a zero”.
 
Straordinario, dove sono allora i problemi?
“I problemi derivano dal fatto che abbiamo realizzato qualcosa troppo in anticipo o in avanti sui tempi. Sembra quasi un paradosso, ma è come se fossimo… vittima di un eccesso di innovazione! La nostra è una piccola società che occupa meno di 10 dipendenti e sfiorerà il milione di euro di fatturato quest’anno. Potremmo fare di più, molto di più. Le risorse che abbiamo a disposizione sono ovviamente limitate, le banche danno i quattrini a chi già ne ha oppure li impiegano in operazioni finanziarie. Chi utilizza gli impianti tradizionali è restio a cambiarli investendo, visti i tempi. E così il circolo … poco virtuoso si chiude e noi ci troviamo in difficoltà, pur avendo a disposizione qualcosa di unico dal punto di vista dell’innovazione tecnologica”.
Sembra quasi incredibile.
“Le assicuro che è così. Prendiamo il caso di un nostro prodotto specifico: il radiopaco, vale a dire una membrana speciale per la protezione dai raggi X utilizzata in campo medicale. Abbiamo stipulato degli accordi con una grossa società di distribuzione che tuttavia, per poter far omologare e commercializzare il materiale, deve tenere conto delle norme di sicurezza che variano da Stato a Stato, alla faccia delle disposizioni europee. Un ostacolo che una società piccola come la nostra significa una costosa perdita di tempo. Inoltre, scontiamo anche la diffidenza di chi ha dei dubbi circa la nostra capacità di aver risolto dei problemi che hanno tenuto, e tengono tuttora, in scacco multinazionali del calibro di Basf o Bayer”.
 
Insomma, piccolo “è bello” solo nelle favole?
“Le garantisco che la nostra tecnologia funziona, funziona perfettamente! I riscontri pratici lo dimostrano inequivocabilmente. Nel 2017, secondo le disposizioni dell’Unione Europea, dovrebbero essere eliminati i solventi nei processi industriali. Noi siamo pronti da subito. Temiamo nelle solite… proroghe. Abbiamo fra le mani qualcosa di potenzialmente straordinario, dobbiamo resistere e trasformare la potenzialità in effettualità”.
Cosa occorre perché ciò avvenga?
“Ci vuole più coraggio da parte del mondo dell’industria!”, risponde senza un attimo di esitazione Adriano Moioli.
In che senso?
“Nel senso che gli imprenditori di oggi mi pare abbiano poco voglia di mettersi in gioco, di investire. Mi sembrano più preoccupati – aggiunge Moioli – di conservare ciò che hanno, anziché cercare di costruire il futuro. Certo, mi rendo perfettamente conto, 20/30 anni fa nel settore della spalmatura andava bene … tutto. Oggi non è più così. E per fortuna, soprattutto dal punto di vista del rispetto ambientale. Oggi ci vuole coraggio. Bisogna (ri)mettersi in gioco. Pochi lo fanno. Occorrerebbe, invece, che lo facessero in tanti!”.
 
Voi che lo fate, come fate a farlo (innovazione tecnologica a parte) con una struttura operativa così piccola?
“Noi – replica Mario Borri – offriamo sia il prodotto che la tecnologia. E’ chiaro che puntiamo su prodotti di nicchia, tipo il radiopaco. Non ci possiamo permettere i grandi volumi della finta pelle per il settore automobilistico, tanto per intenderci. In casi come quello appena citato noi proponiamo la tecnologia. I nostri impianti vengono realizzati da officine esterne specializzate che lavorano su indicazioni specifiche che forniamo loro. Il cervello è qui a Fagnano e le braccia si trovano altrove, peraltro molto vicine”.
Qual è il sentimento predominante per il prossimo futuro?
“L’ottimismo. La tecnologia, come già detto, funziona. Si tratta di ‘resistere’ fino al dispiegamento effettivo della sua grande potenzialità. NTT a dicembre di quest’anno compirà 6 anni di vita. Abbiamo intenzione di andare avanti. Attualmente stiamo fornendo un impianto ‘chiavi in mano’ ad una società belga. Ci aspettano tempi difficili e interessanti al tempo stesso” commentano i due “giovani imprenditori”.

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