L'OPINIONE DI PAOLO PEDOTTI, SEGRETARIO DEL PD DI BUSTO
“Le prossime riforme contano più del referendum sul numero dei parlamentari”

Il Pd si è schierato per il “Sì” al referendum costituzionale, ma alcuni esponenti del partito hanno comunicato che voteranno diversamente. Anche Pedotti si dice "ancora indeciso"

BUSTO ARSIZIO

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

Con la direzione nazionale dello scorso 7 settembre, il Partito Democratico si è schierato per il “Sì” al referendum costituzionale in programma domenica 20 e lunedì 21 settembre.
Nonostante ciò, alcuni importanti esponenti del partito hanno comunicato l’intenzione di votare diversamente. Anche a Busto non c’è una compattezza assoluta. “So che alcuni iscritti e simpatizzanti sono per il ‘No’”, conferma il segretario cittadino Paolo Pedotti.

Lui stesso si dice ancora indeciso: “Ci penserò fino all’ultimo. Il tema è molto dibattuto e sicuramente non semplice. Indipendentemente dall’esito del referendum, ciò che conta davvero è quello che avverrà dopo il voto, quando sarà necessario pensare a riforme che vadano al di là del numero dei parlamentari”.

Intanto, però, gli elettori saranno chiamati a esprimersi sul taglio di deputati e senatori. “Come ha sottolineato il segretario nazionale Nicola Zingaretti, esiste un accordo di governo che prevede questa riduzione – ricorda Pedotti –. Pertanto, come sostengono i favorevoli al ‘Sì’, da questo voto può partire una riforma più ampia. Allo stesso tempo, comprendo le perplessità di chi fa notare che a oggi non è stata realizzata né un legge elettorale né un riforma che preveda il superamento del bicameralismo perfetto”.

Insomma, “non è un discorso semplice”, ammette il segretario cittadino del Pd. “Anche perché questo referendum arriva nel mezzo di una pandemia. Forse sarebbe stato il caso di rinviarlo ulteriormente, così da dedicarsi ad altre priorità”.

Fatto sta che domenica e lunedì si vota. Ma, come detto, per Pedotti conta di più quello che accadrà dopo: “È importante il ‘secondo passaggio’. Anche qualora vincesse il ‘No’, sarebbe comunque possibile intervenire più avanti. Quando si tratta di rivedere la Costituzione, è fondamentale agire nella maniera più ampia e condivisa possibile”.

Copyright @2020