LE POSIZIONI
L’indennità di funzione spacca il fronte sindacale

Da una parte le sigle Adl e Cub, contrarie nel merito e nel metodo a questa soluzione; dall'altra Csa, Cgil, Cisl e Uil : "Abbiamo solo messo a punto il regolamento - spiegano - non verrà impegnato nemmeno un centesimo finché non saranno i lavoratori a dircelo"

BUSTO ARSIZIO

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Fronte sindacale diviso a Palazzo Gilardoni. Il tema è quello delle indennità di funzione. Le sigle Adl e Cub hanno diffuso una nota nella quale si dicono contrarie all’istituzione di queste indennità, a maggior ragione in mancanza della ratifica dell’assemblea dei lavoratori.

Non si è fatta attendere la risposta di Csa, Cgil, Cisl e Uil. “Occorre fare chiarezza a beneficio dei lavoratori – spiega Angiolino Liguori, affiancato da Mauro Catella, Mirella Palermo e Giuseppe Fedele –. Quello che diciamo è riportato nei verbali della delegazione trattante, noi non diciamo menzogne. Abbiamo il diritto e il dovere di far applicare il contratto nazionale di lavoro che abbiamo firmato e che prevede l’indennità di funzione. Noi abbiamo messo a punto il regolamento, senza impegnare nemmeno un centesimo finché non saranno i lavoratori a dircelo”.

“Non è vero che non abbiamo coinvolto i lavoratori – aggiunge Catella –. Ogni anno chiediamo loro quanto prevedere per ogni singola voce o indennità a seconda di quelle che, secondo loro, sono le priorità. Il coinvolgimento dei dipendenti è scontato, ma noi abbiamo il ruolo di definire le regole”.
“Tra l’ipotesi messa per iscritto e la sottoscrizione definitiva dell’accordo c’è sempre il coinvolgimento dei lavoratori”, rimarca Palermo.
E ancora: “Dal fondo non prenderemo un centesimo senza il mandato dell’assemblea”, assicura Liguori.

Dal fronte del sindacato Adl, che insieme al Cub aveva sollevato la questione, Fausto Sartorato ribadisce le sue perplessità: “Pubblicheremo sulle bacheche i verbali delle riunioni, così i lavoratori potranno giudicare le diverse posizioni. L’assemblea doveva essere fatta prima della delegazione trattante inizialmente prevista per il 30 settembre”.

Assemblea che, nel frattempo, è stata rinviata. A tal proposito, interviene Liguori: “Credo e spero che si tratti di un contrattempo, perché sia chiaro che non deve cambiare una virgola rispetto a quanto stabilito al termine di tre mesi di trattative. Così non fosse, non solo non firmeremo l’accordo, ma decideremo insieme quali vie intraprendere”.

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