L’uomo ha tentato la fuga calandosi dal balcone
Maltratta la convivente e aggredisce gli agenti con grossi coltelli, arrestato

Momenti di puro terrore quelli vissuti da una donna, nel corso della mattinata di mercoledì 5 agosto, all’interno di una palazzina di viale Borri a Varese. La vittima era tenuta segregata in casa, da più di un mese, dal compagno convivente e costretta a sopportare sevizie e maltrattamenti

Polizia Gallarate

VARESE

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Momenti di puro terrore quelli vissuti da una donna, nel corso della mattinata di mercoledì 5 agosto. All’interno di una palazzina di viale Borri a Varese, la vittima era tenuta segregata in casa, da più di un mese, dal compagno convivente e costretta a sopportare sevizie e maltrattamenti. Fino all’arrivo delle volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Varese che, con non poche difficoltà, sono riusciti a metterla in salvo e ad affidarla alle cure dei sanitari.

Dopo la lite, avvenuta tra i due conviventi, e la chiamata di aiuto alla centrale operativa, due equipaggi delle volanti si sono immediatamente portati sul luogo per verificare l’accaduto. Appena arrivate, ad aspettarle, hanno trovato un uomo, tunisino, pregiudicato e irregolare sul territorio nazionale, che brandendo alcuni coltelli “spaccaossa” di grosse dimensioni, impediva agli operatori l’ingresso all’interno dell’appartamento. Il soggetto minacciava anche di “far saltare in aria il palazzo”.

Dopo diversi minuti di trattative e date le urla di aiuto, lancinanti, della donna, gli agenti sono riusciti ad allontanare il tunisino e a consentire al personale medico di prestare le prime cure alla donna che, successivamente, è stata trasportata in ospedale in codice verde.

La situazione, però, era tutt’altro che conclusa e prendeva una piega pericolosa. Solo grazie alla professionalità dei poliziotti non si è poi trasformata in tragedia.

L’uomo, infatti, messo alle strette, si calava dal balcone per tentare la fuga, sempre armato di coltelli. Una volta raggiunto dai poliziotti e isolato in una zona dalla quale non vi era più via di uscita, ha avuto inizio una estenuante mediazione portata avanti dal capo turno delle volanti, coadiuvato dal personale a sua disposizione, volta a convincere l’uomo ad abbandonare i propositi delittuosi e a gettare i coltelli con i quali continuava a tenere sotto minaccia gli agenti. Grazie alla bravura e ai nervi saldi dei poliziotti, la mediazione ha avuto un esito positivo, tant’è che il tunisino si è finalmente consegnato nelle mani della polizia. Arrestato per maltrattamenti, sequestro di persona, resistenza e minaccia aggravata a pubblico ufficiale, su disposizione del Pubblico Ministero di turno, il soggetto è stato portato in carcere a Varese.

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