"Ora è RIDOTTO AD UNA ROTATORIA SPARTITRAFFICO"
Porfidio: “Visto che piazza Vittorio Emanuele deve essere rifatta, riportiamo al suo posto il monumento”

Audio Porfidio, ex consigliere comunale e leader de La voce della città, continua la sua battaglia per riportare il Monumento ai Caduti in piazza Vittorio Emanuele: “Un simbolo della città, deve tornare al suo posto”

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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“Riportiamo il monumento ai Caduti in piazza Vittorio Emanuele”. L’ex consigliere comunale Audio Porfidio (leader de “La Voce della Città”), rilancia l’appello dopo i numerosi problemi che si sono verificati in questo periodo nella piazza e l’avvio dei nuovi lavori di rifacimento della pavimentazione.

Porfidio, già dieci anni fa, aveva promosso un referendum contro la costruzione dell’autosilo in piazza e lo spostamento del monumento in piazza Trento e Trieste.

“È vergognoso che quel monumento così importante, memoria storica della città, sia ridotta ad una rotatoria spartitraffico in piazza Trento e Trieste. È un simbolo, un punto di riferimento molto sentito per i bustocchi che lo conoscevano tutti come i celebri “Tre cu”. Oggi, in piazza Trento e Trieste è sporco e ricoperto di smog e deve subire la maleducazione dei giovani che si siedono e ci mangiano sopra. Visto che la piazza Vittorio Emanuele deve essere rifatta, riportiamo al suo posto il monumento” ribadisce Porfidio. E attacca le opposizioni: “Non capisco come mai nessuno finora abbia alzato la voce per denunciare questo scempio”.

Porfidio ha ricordato il prestigio del monumento che rappresenta figure simbolo della famiglia e dei valori come l’amore per la Patria, il lavoro e la Fede: “Non merita certamente una fine così indecorosa. Restituiamo dignità a questo monumento. Oltretutto – evidenzia Porfidio – la piazza Vittorio Emanuele sarebbe una location molto più adatta, rispetto alla piazza Trento e Trieste, per le celebrazioni ufficiali della Festa della Liberazione. Da questa Amministrazione sentiamo solo tante parole ma niente fatti – conclude Porfidio – e adesso si spendono 110mila euro per le luminarie natalizie. Ma i problemi dei bustocchi sono altri…”.

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