Sarebbe meglio se…

Consigli, pareri, discussioni... elucubrazioni mentali. Poi, vince la ragione. Le precauzioni servono, ma ridurre il tutto a un "sarebbe meglio se..." ci sembra un azzardo

Nelle foto, la Cerimonia di Premiazione 2019, al Teatro Sociale, senza Covid-19

Gianluigi Marcora

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Consigli, pareri, discussioni….elucubrazioni mentali. Poi, vince la ragione. Le precauzioni servono, ma ridurre il tutto a un “sarebbe meglio, se….” ci sembra un azzardo. Bisognerebbe, prima sapere cosa s’è fatto, cosa si intende fare e …..come andrà svolto il tutto, prima di decretare un laconico … “sarebbe meglio se….” e sapete qual è il prosieguo della frase? lo scrivo subito…..”se annullaste la Cerimonia di Premiazione dell’XI Edizione del Premio Letterario”, in programma sabato 17 c.m. presso il Teatro Sociale, in programma dalle ore 11.00 alle ore 13.00 …..non più tardi.

Poi, il “tempo s’è schiarito”. Le nostre controdeduzioni al “trauma” del Covid-19 sono apparse chiare ed esplicite…..siamo in linea coi dettami delle Disposizioni, abbiamo operato la sanificazione del Teatro Sociale, abbiamo acquistato il “dovuto” per consentire a chi entrerà in Teatro di essere in linea consentita con la temperatura corporea, di fare indossare a tutti la “benedetta” mascherina e …. di avere inviato agli invitati, regolare Pass da compilare a cura degli stessi invitati….non uno in più.

Vuole dire che l’ingresso in sala è rigorosamente controllato e ciascuno dei presenti (non più di 200) prima di varcare la soglia del Teatro stesso, oltre ai controlli enunciati, dovrà consegnare il documento di invito, con tanto di nome e cognome e di numero telefonico personale (cellulare) o del numero di telefono del nucleo familiare.

Siamo consci che le “direttive di Legge” vanno rispettate e che se non lo facessimo andremmo incontro a sanzioni che arrivano al “penale”, ma qui lo ribadiamo: siamo in linea con la Legge. Non siamo a livello della Francia che ha avuto bisogno di un “coprifuoco” per convincere la gente a stare a casa dalle ore 21.00 sino alle 6.00 del mattino – siamo consci del “momento cruciale” che ci coinvolge, ma le precauzioni….sì, tutte le precauzioni del caso, le abbiamo considerate e prese.

Non possiamo permetterci di NON effettuare la manifestazione. Ne va della nostra sopravvivenza. Dietro a quei momenti della Cerimonia c’è il lavoro meticoloso di un anno. Non di una persona, ma di un’intera Redazione. Che deve tutelare, non solo i Dipendenti, ma pure gli Autori che ci hanno inviato oltre 900 Elaborati e che provengono da ogni parte d’Italia e che sanno benissimo che senza le dovute precauzioni che noi abbiamo illustrato loro (per mail e telefono), se non le rispettassero, non potrebbero entrare in Teatro. Non solo: ci sono gli Sponsor che dobbiamo tutelare e che al nostro Premio Letterario hanno devoluto parte del denaro occorrente per le Borse di Studio e per la realizzazione del libro “Raccolta di Racconti” che distribuiremo gratuitamente ai presenti in sala al “Sociale”, e da lunedì 19 c.m., agli Studenti delle Scuole Medie e Superiori in Busto Arsizio.  Sempre grazie al buon nome che ci siamo fatti in questi 40 anni di esistenza come giornale e delle passate 10 edizioni del Premio Letterario, Mille e… Una STORIA.

Oggi non c’è in ballo solo una PREMIAZIONE ….c’è in ballo la prosecuzione del nostro lavoro.

Ci si obietterà “la salute prima di tutto“….ma certo, ne siamo consapevoli ma ….una cosa è andare a Teatro “alla ventura” e un’altra essere consapevoli e responsabili di essere in linea con le Disposizioni. Sappiamo che “dura lex sed lex” come dicevano i Latini, ma qui assolutamente, non violiamo alcun obbligo.

SAREBBE MEGLIO SE …..si affrontasse il problema quando sorge….noi, tuttavia, abbiamo fatto in modo di non creare il problema, di affrontare ogni tentativo di creazione del problema, consapevoli che il “problema” non può sorgere e le persone invitate NON aumenteranno di numero nel corso della Cerimonia e che al termine della stessa, tutti potranno tornare a casa, ben sapendo che a Busto Arsizio ci sono dei professionisti dell’informazione, ma pure dell’Organizzazione di Eventi delicati che hanno sempre dato lustro e prestigio alla Città. Mi torna in mente una frase antica di mio padre: “spara, nel mio petto penetra nulla” e pubblicamente non me la sento di dare una spiegazione a quella frase.  Però, quella frase, la faccio mia e oggi più che mai è opportuna.

 

 

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